La libertà è il diritto dell'anima di respirare."Will Hunting, Genio Ribelle"

Hemorrhage



Memories are just where you laid them
Drag the waters ’till the depths give up their dead
What did you expect to find?
Was there something you left behind?
Don’t you remember anything I said when I said
Don’t fall away, and leave me to myself
Don’t fall away and leave love bleeding
In my hands, in my hands again
Leave love bleeding
In my hands, in my hands
Love lies bleeding


Oh hold me now I feel contagious
Am I the only place that you’ve left to go
She cries her life is like
Some movie black and white
Dead actors faking lines
Over and over and over again she cries

Don’t fall away, and leave me to myself
Dont fall away, and leave love bleeding

In my hands, in my hands again
Leave love bleeding

In my hands, in my hands
Love lies bleeding


And I wanted
You turned away
You don’t remember, but I do
You never even tried
Don’t fall away and leave me to myself
Don’t fall away and leave love bleeding
In my hands, in my hands again
Leave love bleeding
In my hands, in my hands


Love lies bleeding
- Fuel -



Intermezzo calcistico 3 - La Supercoppa Italiana


Sempre loro. Testa a testa, fino all'emozione dell'ultimo rigore. La sfida si rinnova. E i colori sono ancora quelli, il nerazzurro dell'Inter e il giallorosso della Roma. Le facce quelle no, tante sono cambiate, e più che l'attesa per la prima uscita ufficiale c'era proprio la curiosità di capire cosa aspettarsi di nuovo. La Supercoppa italiana, al Meazza, finisce 8-7. Di tempo e spunti ce ne sono stati tanti. Novanta regolamentari, due gol per parte, mezz'ora di supplementari e una serie infinita di calci di rigore. Mourinho comincia col piede giusto e, quasi a voler rinnegare la sua fama di presuntuosello arrogante, stupisce la platea con un riconoscimento al suo predecessore, ricordando che per sollevare il trofeo, c'è chi ha lavorato tanto e bene per arrivarci: Roberto Mancini. Sentimenti ovviamente contrapposti per una Roma motivata anche dalla voglia di omaggiare la memoria di Franco Sensi, che si ritrova invece a prendere atto di una prima amarezza stagionale e con la delusione legata al rientro di un Totti ancora in ritardo di condizione (tanti falli e fiato corto) e responsabile di un rigore fallito che avrebbe potuto cambiare la storia del match. Mourinho si affida ad un 4-4-2 con Cambiasso in difesa e Stankovic a centrocampo e l'ordine tassativo, per tutti, di tornare con spirito di sacrificio. Spalletti risponde schierando un 4-3-3 e mette in vetrina il neoacquisto Baptista. I giallorossi sembrano partire col piede giusto ma l'Inter impiega poco a prendere le misure e il sopravvento nella zona nevralgica del campo. Il primo pericolo lo corrono i campioni d'Italia che rischiano su un attacco di Vucinic ma è Ibrahimovic a sfiorare il gol. Al 18' Muntari sfrutta una respinta della traversa e porta in vantaggio l'Inter che per diversi minuti domina incontrastata la scena. Spalletti nell'intervallo prova ad aggiustare le cose e i risultati sono lampanti. La Roma che torna in campo è più determinata , si riprende il centrocampo e chiude bene sulle fasce laterali ma e' l'Inter a sfiorare il raddoppio con Maicon. Il pareggio arriva al 59' con un tiro da fuori di De Rossi che sorprende Julio Cesar. Mourinho decide che è il momento di Super Mario al suo debutto da maggiorenne. Figo non ne ha più, Balotelli ne ha da vendere ed è suo il gol del 2-1 che potrebbe chiudere la gara. Manca un minuto al fischio finale : Spalletti intanto inserisce Totti ma la contromossa non sortisce lo stesso effetto. Il protagonista del pareggio in extremis è Vucinic che traghetta la Roma sulle ali dell'entusiasmo agli insperati supplementari. La stanchezza si fa sentire e la mezz'ora successiva di gioco regala un paio di punizioni di Balotelli alle quali Doni risponde da campione.

Rigori. Il primo errore è di Stankovic e la Roma non sta più nella pelle ma a "tradirla" è proprio il suo totem, Francesco Totti, che non riesce ad assestare il colpo del ko. Si va ad oltranza. Juan poi si fa parere il rigore mentre capitan Zanetti fa il suo dovere e regala all'Inter il primo trofeo della nuova era targata Mourinho.
- Il sole 24 ore -
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Ehehehe.... e a chi diceva 2-0 per la Roma eccoti qui la Supercoppa in casa NOSTRA!!!! ;P

The day after me


Ogni volta perdere un po' di sangue in più
prima di addormentarsi.

E il Sole si chiede quando scomparirà in una delle sue eclissi, o semplicemente in una delle tante notti
Risucchiami...
Ingoiami pure

Ogni giorno cerco di portar la Notte con me, di darle il mio respiro, il mio corpo, tra le braccia la conduco verso la vita, ma perdo solo sangue... La Notte ed i suoi tanti aspetti che sono solo nebbia all'alba.
Nebbia e sale negli occhi
E dopo il buio c'è sempre il Sole
E dopo noi ci siamo ancora e sempre noi

Un cerchio perfetto
rompilo pure per bene
spezzami
si ricomporrà
frantumami
ogni giorno sempre meno sangue
ogni giorno sempre più sale
cura ogni colpo
non lasciar niente
si ricomporrà senza di me...

Il Sole raggiungerà il suo apice e svanirà per rinascere in un'altra stella
E quando non sarò più io
il Sole e la Notte si incontreranno
E' vero che molti individui creativi non riescono a stabilire rapporti affettivi maturi e che alcuni sono estremamente isolati. E' anche vero che in alcuni casi un trauma, sotto forma di un lutto o
di una precoce separazione, indirizza la persona potenzialmente creativa verso lo sviluppo di quegli aspetti della sua personalità che trovano compimento in una relativa solitudine. Ciò non significa tuttavia che la ricerca creativa solitaria sia di per sè patologica.
Facciamo per un attimo l'ipotesi che questi individui abbiano mostrato da bambini un comportamento di rifiuto, e accettiamo la tesi ce tale reazione serva a proteggere il bambino dalla disorganizzazione del comportamento. Se trasferiamo questo concetto nella vita adulta, ci accorgiamo che il bambino che ha un atteggiamento di rifiuto può divenire in seguito una persona la cui necessità è quella di trovare nell'esistenza un ordine e un significato che non dipendano completamente, e nemmeno principalmente, dai rapporti con gli altri.
Anthony Storr - Solitudine. Il ritorno a se stessi.

Quando mi sento libero?

Ogni volta che sono nel vento.
Ogni volta che sento il vento nella mia città in cui non c'è mai vento...

Che importanza ha ciò che sono, colui o colei che sono... Importante è - Chi - sono.

L'immagine di me che meno si adatta a me.

Ho finito per cedere al tuo riflesso e credere nelle tue paure. Mi sono modellato sul timore di cadere dalle mie mani... e sono caduto dalle tue...

Un'idea e non guardare l'immagine.

Ciò che di me meno si addice a me.

Ed allora non guardare più... non guardarmi.
Non ascolarmi neanche. Dimentica la mia voce.

Finchè avrai memoria crederai in tutto ciò che meno somiglia a me.

E forse allora, quando, sarai senza passi e senza idee mi sentirai...

Sarai abbastanza forte che Mi sentirai...
Sarò abbastanza forte che Sarò.

Allora tornerò... e non avrò più paura.

Intermezzo calcistico 2 - Lo Stadio di Casa







Vabbè l'Inter, vabbè una passione che mi lega a questi colori sin dall'infanzia, ma... la squadra della propria città è un'altra cosa... Le emozioni che provi quando sali le scalinate del tuo stadio, ti affacci al campo, guardi i Tuoi colori... e poi ti siedi tra la Tua gente, ti guardi in giro, pare conoscersi tutti... sono di una tale genuinità che ci si rende conto subito del perchè il calcio sia così popolare e c'è ancora tanta gente che acquista abbonamenti, preferendo guardarsi una partita allo stadio anzichè starsene comodamente seduta davanti la tv.

E poi ti ricordi... quando per la prima volta hai visto quello stadio, dopo averlo guardato dalla finestra di casa sorgere, essere costruito piano piano, e l'emozione di mettere le tue scarpe sull'erba fresca, e poi... la prima Coppa Italia, il primo biglietto... i cori... che ancora ricordi... ancora ricordi quella partita Bari - Castel di Sangro, sugellata da una foto con gli amici prima del calcio di inizio, che segnò il ritorno del Bari in serie A e tutta la notte passata a festeggiare per la città, i quartieri pieni di colori... rosso e bianco ovunque!

I tuoi colori, la tua città... e ancora mi ricordo la prima volta che vidi Antonio Cassano palleggiare sulla pista di atletica intorno allo stadio... aveva solo 15 anni, e già si notava, ricordo ancora che dissi, rivolgendomi a mio cugino "Ma guarda quello quanti palleggi fa!".

E poi sabato 16 agosto: Coppa Italia - Bari-Bassano.

"Andiamo a vedere la partita?"
"Ma sì... è una vita che non ci vado.."


Sì... una vita... e il cuore si riapre. Il cuore biancorosso.

Confrontarsi con i ricordi, ritrovare un portiere storico, Gillet, scrutare i giocatori cercando di scovare qualche talento... magari come Cassano, ridere... delle storpiature dei nomi stranieri fatte dalla gente di una certa età, poco abituata a cognomi alquanto "complessi", e ridere sentendo un bambino trascinato dal papà che chiede "Pa' chi gioca?" ed il padre gli risponde "E' il Bari!" e lui "Ah l'ITALIA contro il Bari! Io tifo Italia!"... mi sembra giusto... commento personale! :)


E poi all'improvviso, illuminarsi per un'azione sulla fascia sinistra di Kamatà (davvero un bel giocatore, un ottimo esterno sinistro) che dopo essersi bevuto almeno 3 giocatori, lasciandomi a bocca aperta... si procura un rigore! Il cuore in gola... ma nessun problema per l'attaccante Barreto che trasforma! E lo stadio si infiamma! Senza replay... senza possibilità di tornar indietro.. come nella vita... devi solo GODERTI L'ATTIMO... saltar dal seggiolino ed urlar con tutta la voce che hai... è un attimo che ti rimane negli occhi!


E dopo ancora lo stadio esulta per un'altra azione che segna il 2 goal ad opera dello stesso attaccante! ... se ti distrai rischi di perdere il goal... il bello dello stadio è questo, ti insegna a vivere gli attimi... E quando li vivi, li tieni negli occhi e non vanno mai via.


E l'INTER è sempre l'INTER, ma il BARI è la mia città.